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lunedì 27 aprile 2009

Blight: il sole illumina anche di notte

Evitare il ricorso alle tradizionali lampadine e risparmiare l’energia elettrica connessa al loro utilizzo è possibile grazie a Vincent Gerkens, un designer belga, inventore di Blight.

Blight è un particolare frangisole che durante il giorno, oltre a funzionare come una normale veneziana, accumula l’energia solare rilasciandola nelle ore di buio. Questo sistema garantisce l’illuminazione degli ambienti senza il ricorso all’energia elettrica.

La magia di Blight è dovuta alla tecnologia con cui sono realizzate le sue aste, ognuna delle quali è costituita per metà da celle solari e per metà da elementi elettroluminescenti. L’energia solare catturata dalle celle solari durante il giorno, viene accumulata in una batteria posta nella parte più alta di Blight, e rilasciata dagli elementi elettroluminescenti negli ambienti da illuminare, semplicemente ruotando le aste.

Il risparmio energetico è anche nelle piccole cose, e Blight ne è la prova.

Approfondimenti 

Blight ha partecipato alla Greener Gadget Competition ed è stato il progetto che ha ottenuto il maggior numero di voti pur non essendo quello decretato come vincitore dalla giuria.  

Altre illustrazioni le trovi qui 

giovedì 9 aprile 2009

Fotovoltaico: consigli per un rendimento ottimale

Ecco i parametri da valutare per ottenere la massima resa del sistema fotovoltaico:

-          Località. L’intensità dell’irraggiamento solare (numero di ore intercorrenti tra l’alba ed il tramonto) varia da zona a zona del globo in funzione della vicinanza all’equatore. Più ci si avvicina all’equatore, maggiore è l’irraggiamento e maggiore è la resa del sistema.

-          Condizioni atmosferiche. La presenza di nubi o nebbia riduce il rendimento dei pannelli che tuttavia anche in tali condizioni sono capaci di produrre energia, seppure in quantità minori, grazie alla radiazione solare diffusa.

-          Temperatura. E’ stato verificato un calo del rendimento all’aumentare della temperatura. I pannelli lavorano a regime con temperature comprese tra i 20 ed i 50 gradi centigradi.

-          Ombreggiamento. E’ opportuno installare i pannelli in zone il meno ombreggiate possibile (lontano da edifici o canne fumarie) ed in modo tale da evitare l’ombreggiamento reciproco dei pannelli.

-         Orientazione. L’ideale è che i pannelli siano orientati a Sud.

-         Inclinazione. Il rendimento massimo dei pannelli si ottiene quando essi formano con l’orizzontale un angolo (angolo di tilt) pari alla latitudine del luogo in cui sono installati. Infatti l’irraggiamento varia al variare del tilt.

-         Usura. In condizioni di utilizzo ordinarie, i pannelli fotovoltaici hanno una durata media di 20 anni perché in seguito all’esposizione prolungata ai raggi UV, la patina protettiva del pannello, perde in parte la propria trasparenza con un conseguente calo del rendimento.

-         Pulizia. Un’abituale operazione di pulizia dei moduli può limitare la riduzione di rendimento che il sistema subisce col tempo.

L'energia solare: sfruttare l’energia che il sole generosamente ci fornisce

L’utilizzo di fonti di energia non rinnovabili, ha causato negli anni l’innalzamento dei livelli di inquinamento e l’alterazione di delicati equilibri ecologici. Perché quindi non sostituire questo tipo di produzione di energia con una che sfrutti fonti energetiche rinnovabili?

Sfruttiamo il sole per esempio: sorgente primaria di energia pulita per il nostro pianeta. Con un diametro di 1,39x106 km, è in grado di garantire sulla superficie terrestre 1000 W/mq.

L’energia che il sole ci fornisce sotto forma di luce e di calore può essere utilizzata sia per la produzione di corrente elettrica (solare fotovoltaico) che per la produzione di calore (solare termico).

Dato il diverso irraggiamento delle diverse zone della terra, la possibilità di sfruttare l’energia solare, non è uguale in ogni luogo. Per conoscere i valori della radiazione solare nelle diverse località, alle diverse date ed ore, si può usufruire di alcuni servizi meteorologici che forniscono le cosiddette mappe solari.

Mappa solare italiana 

sabato 4 aprile 2009

Lo sviluppo delle bioenergie: vantaggi economici ed ambientali

Centro Congressi Fast - Milano 12 - 24 Maggio 2009

Il corso di formazione, che si terrà al centro congressi Fast di Milano dal 12 al 24 Maggio 2009, è incentrato sui vantaggi ambientali ed economici delle bioenergie ovvero le energie ricavate da fonti rinnovabili. Il corso sarà incentrato essenzialmente su tre argomenti:
- biomasse legnose
- biogas
- biocombustibili liquidi

Durante il corso verranno poi illustrati due software per la valutazione di impianti di conversione energetica delle biomasse, elaborati da ITABIA e dal CRPA, ed organizzate relative esercitazioni. 

Quota di iscrizione
1/3 moduli = 250 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 300 euro dopo tale data.
2/3 moduli = 450 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 550 euro dopo tale data.
Tutti i moduli = 600 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 700 euro dpo tale data.

Scarica il programma e la scheda di registrazione!
Qui invece trovi i software, elaborati da ITABIA e CRPA, che verranno illustrati durante il corso. Scaricali gratuitamente!


martedì 31 marzo 2009

Anidride carbonica

Il biossido di carbonio (CO2), meglio conosciuto come anidride carbonica, è il principale gas serra, principale responsabile quindi dell’inquinamento atmosferico e del surriscaldamento globale.

La produzione di energia che sfrutta fonti energetiche non rinnovabili, (petrolio, carbone e gas naturale), è causa di notevoli emissioni di anidride carbonica.

Produrre energia sfruttando fonti energetiche rinnovabili, invece, limita le emissioni di gas serra e consente di non intaccare il patrimonio globale delle fonti non rinnovabili che, una volta consumate, non sono più in grado di rigenerarsi.


Modificando il modo di produrre l’energia, sostituendo quindi le fonti energetiche rinnovabili a quelle non rinnovabili, è possibile ridurre le emissioni di gas nocivi per l’uomo e l’ambiente. Attualmente però, solo il 14% dell’energia consumata nel mondo è prodotta da fonti rinnovabili.


Se ingegneri ed architetti progettassero edifici in grado di sfruttare fonti rinnovabili, questo cambiamento potrebbe iniziare anche nel settore dell’architettura. Le case, lo si voglia o meno, sono sotto gli occhi di tutti! E’ per questo che soluzioni tecnologiche come pannelli fotovoltaici in facciata (che generano energia non producendo anidride carbonica), potrebbero, quanto meno, suscitare dapprima curiosità dei passanti, poi il loro interesse ed infine, perché no, qualcuno potrà informarsi sui reali benefici di questo strano sistema che ha reso blu la facciata di un certo edificio. 

Protocollo di Kyoto


Il protocollo di Kyoto è un trattato sottoscritto a Kyoto (Giappone) nel dicembre del 1997, con la finalità di disciplinare le emissioni di gas serra dei paesi industrializzati (riduzione del 5% dell’emissione di anidride carbonica entro il 2012). L’entrata in vigore del protocollo è avvenuta solo nel febbraio del 2005.

Non è difficile immaginare che, dal momento della sottoscrizione a quello dell’entrata in vigore del trattato (adesione della Russia), le condizioni di salute del nostro pianeta sono peggiorate. Non tutti i paesi aderenti, infatti, in questo periodo, hanno preso provvedimenti per fermare, o quantomeno rallentare, il surriscaldamento globale.

Oltre allo sfasamento temporale tra il momento della sua sottoscrizione e quello della sua entrata in vigore, l’altra problematica legata al trattato, è dovuta al fatto che alcuni paesi che oggi sono i principali responsabili dell’inquinamento globale, all’epoca della sottoscrizione del trattato, non erano considerati paesi industrializzati (condizione per aderire al trattato), bensì paesi in via di sviluppo. E’ il caso di India e Cina che oggi, nonostante siano paesi altamente popolati e responsabili di gran parte delle emissioni di gas serra, non sono tenuti a ridurle. Diverso è il caso degli USA che si rifiutarono di aderire al protocollo di Kyoto nonostante siano tra i primi produttori al mondo di anidride carbonica.

Nel loro piccolo, architetti ed ingegneri, possono tentare di ridurre l’emissione di gas quali anidride carbonica e metano progettando edifici che prevedano l’utilizzo di materiali ecosostenibili e che sfruttino fonti energetiche rinnovabili, rispettando così sia i criteri del protocollo di Kyoto che la natura.