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giovedì 6 agosto 2009

Caldaie a condensazione e incentivi fiscali. Risparmio economico ed energetico non sempre garantito


Molto convenienti gli incentivi fiscali per le caldaie a condensazione che, se correttamente utilizzate, consentono di risparmiare energia. Ma quando realmente convengono? Ci sono casi (in Italia sono i più frequenti) in cui al risparmio dell'acquisto dovuto agli incentivi della Finanziaria, non segue un risparmio in fase di esercizio. Scopri quali sono i casi in cui una caldaia a condensazione non funziona come dovrebbe e perchè, sul portale dedicato all'Architettura Ecosostenibile e al risparmio energetico!

venerdì 8 maggio 2009

Basta spendere soldi per la climatizzazione! Impariamo a scegliere il vetro più adatto alle nostre finestre

Edifici trasparenti, facciate vetrate e grandi aperture. Belle, senza dubbio. Ma energeticamente poco convenienti. Tuttavia, mantenere caldi in inverno e freschi d’estate ambienti molto vetrati, senza il ricorso alla climatizzazione artificiale, non è impossibile. L’importante è saper scegliere il giusto tipo di vetro.

Tre sono gli aspetti da riguardare per scegliere un vetro che consenta la riduzione dei consumi energetici:

1)      Riscaldamento – per essere energeticamente conveniente, un vetro deve evitare, in inverno, che il calore accumulato nell’ambiente, si disperda all’esterno. Il calore accumulato nell’ambiente è costituito dalle radiazioni infrarosse emesse dai corpi nell’ambiente (persone, computer, frigoriferi ecc) e dalla parte infrarossa della radiazione solare che, una volta attraversato il vetro, non riesce più ad uscirne. I vetri basso emissivi sono perfetti per l’isolamento invernale.

2)      Raffrescamento – in estate, viceversa, un vetro è tanto migliore, quanto più è in grado di minimizzare il guadagno solare, cioè quanto maggiore è la radiazione solare in ingresso che riesce a respingere. Questa volta, la parte infrarossa della radiazione solare deve poter uscire dall’ambiente attraverso il vetro, altrimenti si ha un effetto serra, quindi un considerevole e indesiderato aumento delle temperature interne. Vetri selettivi e vetri assorbenti sono adatti a questo scopo.

3)      Illuminazione – un vetro ottimale dal punto di vista del raffrescamento estivo, può non servire a ridurre il consumo di energia elettrica. Utilizzando un vetro assorbente, grigio, azzurro o verde per esempio, è vero che si riduce la radiazione entrante, ma si riduce anche la quantità di luce che entra nell’ambiente. Se un vetro assorbente mi costringe ad accendere le luci in casa più a lungo del normale, consumando energia elettrica, non ho raggiunto lo scopo desiderato.

Riguardare tutti e tre questi aspetti contemporaneamente, con le tecnologie attualmente disponibili, non è possibile.

A seconda di esposizione, destinazione d’uso, dimensione della superficie finestrata e latitudine, sarà importante concentrarsi su uno dei tre aspetti. Riscaldamento, raffrescamento e illuminazione, non sono ugualmente importanti in ogni zona del pianeta né su ogni prospetto di un edificio.

All’equatore, tanto per fare un esempio, progettare vetri basso emissivi è inutile: non è mio interesse isolare l’abitazione dal freddo. Piuttosto dovrei studiare un tipo di vetro che eviti l’innalzamento eccessivo delle temperature interne. Allo stesso modo, un vetro di una facciata esposta a sud, sarà diverso da quello di una esposta a nord.

E’ chiaro, quindi, che non si può generalizzare: sarà compito del progettista analizzare le caratteristiche dell’edificio ed il suo contesto e privilegiare, nella scelta del vetro, il riscaldamento piuttosto che il raffrescamento o l’illuminazione.

C’è molto altro da dire sui tanti tipi di vetro in commercio e in fase di sperimentazione… non mancherà occasione di parlarne!

sabato 11 aprile 2009

Raffrescamento naturale: risparmiare evitando gli impianti di climatizzazione. Ecco come

Il raffrescamento naturale: una valida alternativa agli inquinanti sistemi di condizionamento dell’aria, si realizza in particolar modo attraverso tre accorgimenti:

1) Controllo della radiazione solare:

Veneziane, avvolgibili, tende esterne e frangisole: efficaci sistemi di schermatura dai raggi solari che consentono di bloccare i raggi prima che questi colpiscano i vetri. La radiazione solare infatti, se intercetta i vetri, entra nell’ambiente e la sua componente ultravioletta, rimanendo bloccata nel locale, ne provoca il riscaldamento. 
Altre soluzioni architettoniche come falde sporgenti del tetto, consentono di controllare la radiazione solare incidente aumentando le zone d’ombra sulla facciata.
Anche pergolati e piante rampicanti riducono l’incidenza della radiazione solare sull’involucro edilizio. Utilizzando piante che perdono le foglie durante l’inverno è possibile garantire l’irraggiamento della facciata durante l’inverno quando gli apporti del sole sono importanti per ridurre l’utilizzo di impianti di climatizzazione.

2) Ventilazione naturale:

Per garantire la ventilazione naturale, è sufficiente prevedere sbocchi d’aria in alto ed ingressi d’aria in basso. Quanto detto è essenzialmente dovuto a due motivi: 
- Effetto camino: l’aria calda è meno densa di quella fresca e tende a salire verso l’alto. Il fenomeno è così chiamato perché i camini sono progettati proprio sfruttando il principio per cui i fumi caldi tendono a salire verso l’alto e sono pertanto facilmente incanalabili per essere condotti all’esterno; 
- Ventilazione incrociata: a causa della circolazione del vento, sui due lati opposti dell’edificio si crea una differenza di pressione che, se sono presenti finestre, provoca movimento d’aria. 
La ventilazione naturale è fondamentale in estate quando il movimento d’aria, aumentando lo scambio di calore tra il corpo umano e l’ambiente, fornisce una sensazione di benessere.

3) Riduzione degli apporti interni:

Ridurre i carichi termici dovuti ad apparecchi illuminanti, elettrodomestici ed altro, può migliorare il comfort ambientale estivo. E’ opportuno che in estate, queste fonti di calore vengano utilizzate con moderazione ed intelligenza. Ecco un esempio: si pensi alle classiche lampadine ad incandescenza. L’80% dell’energia necessaria per il loro funzionamento, viene trasformata in calore. Sostituendo a questo tipo di lampade delle lampade fluorescenti, si risparmia energia e si riducono gli apporti di calore tanto fastidiosi in estate. 

Piccole accortezze per risparmiare l’energia necessaria al il riscaldamento degli edifici

Ridurre gli sprechi energetici ed ottenere ambienti caldi e confortevoli: piccole accortezze che precedono gli interventi di risanamento:

Limitare le fughe di aria calda attraverso le finestre: ridurre gli spifferi;

Ridurre la temperatura degli ambienti non utilizzati;

Garantire la massima efficienza dell’impianto di riscaldamento;

Sfruttare gli apporti gratuiti di energia termica (radiazione solare, calore interno ecc);

Sostituire le caldaie obsolete;

Effettuare una manutenzione periodica degli impianti.

Proponete anche voi suggerimenti per ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento degli edifici!

domenica 5 aprile 2009

Classe energetica degli edifici

Come già accade per gli elettrodomestici, ora anche gli edifici, in relazione alle emissioni di gas serra e ai consumi di energia, sono suddivisi in classi energetiche, dalla A+ alla G.

Gli edifici di classe A, sono quelli che garantiscono il comfort ambientale consumando poco combustibile ed è per questo che, insieme a quelli appartenenti alle classi immediatamente successive, sono detti a basso consumo energetico.

Sarebbe fantastico se tutti gli edifici fossero a basso consumo energetico… pensate ad un edificio le cui dispersioni termiche verso l’esterno sono ridotte all’osso… avete idea delle quantità di metano che si risparmierebbero durante il periodo di riscaldamento invernale? Caldaie, stufe e stufette accese al più poche ore al giorno… e d’estate? Addio climatizzatori e ventilatori: l’edificio si raffresca da sé! E unendo a questo un’attenta progettazione architettonica che garantisca una piacevole ventilazione interna, il ricorso a fonti energetiche non rinnovabili sarebbe davvero limitato.

Dovendo scegliere se acquistare un immobile di classe energetica A (meno di 30 Kwh/annui) o G (più di 160 Kwh/annui), chiunque, anche chi non fa attenzione alla riduzione di sprechi e consumi energetici sceglierebbe il primo. Il motivo? I vantaggi economici che se ne ricavano!

Gli edifici che assicurano il comfort abitativo senza un grande dispendio energetico, sono vantaggiosi sia per l’ambiente che per l’acquirente! 




Hai sentito parlare di certificazione energetica ma non ne conosci ancora i vantaggi economici?

A partire dal 1° settembre 2007, l’attestato di certificazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessata, è necessario per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni economiche.  La Finanziaria 2007 – Legge n°296 del 27 dicembre 2006 - ha definito gli interventi a cui si applicano le agevolazioni economiche, che consistono in una riduzione del 55% delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2007:

  1.  riqualificazione energetica di edifici esistenti (detrazione massima 30000 euro);
  2. interventi sull’involucro (opaco –pareti-, o trasparente –serramenti-) di edifici esistenti, che rispettino determinati valori di trasmittanza termica (detrazione massima 100000 euro);
  3. installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda (detrazione massima 60000 euro); 
  4. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione (detrazione massima 60000 euro).

Interventi di ristrutturazione che seguano i principi del risparmio energetico, sono vantaggiosi sia le nostre tasche che per l’ambiente!  

Risparmio di energia è anche risparmio economico!


sabato 4 aprile 2009

Lo sviluppo delle bioenergie: vantaggi economici ed ambientali

Centro Congressi Fast - Milano 12 - 24 Maggio 2009

Il corso di formazione, che si terrà al centro congressi Fast di Milano dal 12 al 24 Maggio 2009, è incentrato sui vantaggi ambientali ed economici delle bioenergie ovvero le energie ricavate da fonti rinnovabili. Il corso sarà incentrato essenzialmente su tre argomenti:
- biomasse legnose
- biogas
- biocombustibili liquidi

Durante il corso verranno poi illustrati due software per la valutazione di impianti di conversione energetica delle biomasse, elaborati da ITABIA e dal CRPA, ed organizzate relative esercitazioni. 

Quota di iscrizione
1/3 moduli = 250 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 300 euro dopo tale data.
2/3 moduli = 450 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 550 euro dopo tale data.
Tutti i moduli = 600 euro + Iva 20% se effettuata entro il 15 aprile 2009; 700 euro dpo tale data.

Scarica il programma e la scheda di registrazione!
Qui invece trovi i software, elaborati da ITABIA e CRPA, che verranno illustrati durante il corso. Scaricali gratuitamente!