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giovedì 24 settembre 2009

Un'isola di plastica nel Pacifico: il Pacific Trash Vortex

Incredibile, sconfortante e sconvolgente: un'isola di rifiuti di plastica ha invaso il pacifico. Sono quattro milioni di tonnellate e si trovano sotto il pelo dell'acqua, invisibili ai satelliti. La plastica difficilmente si biodegrada e quindi.. resta lì. La triste scoperta del Pacific Trash Vortex è stata effettuata da alcuni marinai. Trovi di più su ArchitetturaEcosostenibile.it

giovedì 7 maggio 2009

Per sognare un po’: Natural Capitalism - Creating the Next Industrial Revolution

“… Immaginiamo per un momento che le nostre città siano diventate serene e tranquille, perché automobili e autobus sono diventati silenziosi, gli scarichi delle auto sono vapore acqueo e strade pedonali hanno sostituito le inutili superstrade urbane. L’OPEC ha cessato la sua funzione perché il prezzo del greggio è sceso a 5 Dollari per barile e sono pochi i clienti perché esistono oggi modi migliori e più economici di dare i servizi alla gente senza utilizzare il petrolio.

La qualità della vita è migliorata particolarmente per le classi più povere e per i paesi in via di sviluppo.

Involontariamente si è ridotta la disoccupazione e ridotto o eliminato le tasse.

Le case, anche le più povere, possono pagarsi parte del loro mutuo vendendo l’energia che essi stessi producono, non ci sono più pericolose discariche sul territorio, le foreste mondiali hanno ricominciato a crescere, dighe e barrage sono state smantellate e il livello di CO2 comincia a decrescere per la prima volta dopo duecento anni….”

Paul Hawken, Amory e Hunter Loving, Natural Capitalism

Approfondimenti

Il libro

domenica 3 maggio 2009

Dal 2019 edifici ecosostenibili per tutti: l’energia proverrà solo da fonti rinnovabili grazie alla modifica ad una Direttiva CE

Quanta energia sprecano i nostri edifici! Troppa! Il Parlamento Europeo è in cerca di una soluzione… e sembra proprio che l’abbia trovata.

E’ ancora una bozza, ma è stata approvata pochi giorni fa dal Parlamento Europeo una modifica alla Direttiva 2002/91/CE che prevede che, a partire dal 1° gennaio 2019, i nuovi edifici siano ad emissioni zero. In seguito all’approvazione della modifica, cui gli Stati della Comunità Europea dovranno adeguarsi entro il 30 giugno 2011, sarà consentita la costruzione di soli edifici in grado di produrre da fonti rinnovabili tutta l’energia di cui necessitano.

Fatta eccezione per edifici religiosi, agricoli, storici e per quelli utilizzati per meno di 18 mesi all’anno, nessun fabbricato sfuggirà all’adeguamento.

Sole, vento ed acqua diventeranno definitivamente degli elementi progettuali. Finalmente tutti, vivendo in edifici ecosostenibili, saranno costretti a confrontarsi con il problema dell’inquinamento ambientale causato da un uso spropositato delle fonti energetiche non rinnovabili.

Mi dispiace solo che, prima di giungere ad un provvedimento del genere, siano stati raggiunti livelli tanto elevati di inquinamento ambientale.

Approfondimenti

In Italia il recepimento della Direttiva comunitaria 2002/91/CE è iniziato con il Decreto Legislativo 192/2005, modificato l’anno successivo dal Decreto Legislativo 311/2006.

Scarica la Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico nell’edilizia!

martedì 31 marzo 2009

Biocompatibilita' ed ecosostenibilita', differenze

Spesso, erroneamente, i termini biocompatibilità ed ecosostenibilità, sono trattati come sinonimi. In realtà, tra i due termini, ci sono sostanziali differenze.

La biocompatibilità è la caratteristica di un materiale di essere in armonia con l’ambiente. Essa è propria di materiali che, se immessi nell’ambiente, non lo inquinano. I materiali biocompatibili per eccellenza sono i materiali naturali.

Un materiale si definisce ecosostenibile se la sua presenza in termini di inquinamento, è facilmente “sopportata” dall’ambiente. Si tratta quindi di materiali il cui approvvigionamento e la cui produzione, non provoca il consumo sfrenato di risorse non rinnovabili e che, in quanto riciclabili o riutilizzabili, non si trasformano unicamente in rifiuti dopo l’utilizzo.

Definire un materiale biocompatibile, non è lo stesso che definirlo ecosostenibile. Viceversa, un materiale ecosostenibile, sarà quasi sicuramente anche biocompatibile.


Per comprendere a fondo la differenza tra i due sostantivi, propongo l’esempio del legno: ottimo materiale da costruzione, nonché materiale biocompatibile per eccellenza. Una casa costruita interamente in legno, è compatibile al 100% con l’ambiente, ma, come sottolineato nell’articolo Cos’è la bioarchitettura pubblicato da lagocciabriantea “non possiamo distruggere la foresta dell’Amazzonia per fare i nostri pavimenti”. E’ chiaro quindi che il legno, pur essendo un materiale biocompatibile perche’ in perfetta armonia con l’ambiente, non è ecosostenibile perché per il suo approvvigionamento è necessario alterare importanti equilibri naturali.