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domenica 10 maggio 2009

Da Brescia un gioco di parole ecosostenibile: una serra senza effetto serra

Una superficie di circa tre campi da calcio di pannelli fotovoltaici, in provincia di Brescia, ricopre la serra fotovoltaica più grande d’Italia. Quasi 7 mila metri quadrati di moduli fotovoltaici che, sostituendo gli elementi di copertura della serra, garantiscono la totale integrazione architettonica ed un notevole risparmio energetico. Un progetto innovativo non solo per le sue dimensioni: l’impianto fotovoltaico, costituito da 4800 moduli, produrrà ogni anno un milione di kWh evitando l’emissione di ben 760 tonnellate di CO2 nell’ambiente!

Gualtiero Sveva, della Mitsubishi Electric Europe, azienda produttrice dei pannelli fotovoltaici, ha dichiarato che l’impianto può resistere per almeno 20 anni senza manutenzione e che il suo costo di 5 milioni di euro, grazie al Conto Energia, potrà essere ammortizzato in 10 anni.

Come in Olanda, dove la coltivazione in serra vanta un’antica tradizione, anche in Italia le fonti energetiche rinnovabili si diffondono nel settore agricolo, consentendo ai proprietari delle serre di vendere l’energia pulita prodotta ancora prima di vendere i frutti del raccolto.

Approfondimenti

L’azienda che ha progettato l’impianto è la Ray Energy. Visita il suo sito 

La Mitsubishi Electric Europe, invece, ha fornito i pannelli fotovoltaici

lunedì 27 aprile 2009

Blight: il sole illumina anche di notte

Evitare il ricorso alle tradizionali lampadine e risparmiare l’energia elettrica connessa al loro utilizzo è possibile grazie a Vincent Gerkens, un designer belga, inventore di Blight.

Blight è un particolare frangisole che durante il giorno, oltre a funzionare come una normale veneziana, accumula l’energia solare rilasciandola nelle ore di buio. Questo sistema garantisce l’illuminazione degli ambienti senza il ricorso all’energia elettrica.

La magia di Blight è dovuta alla tecnologia con cui sono realizzate le sue aste, ognuna delle quali è costituita per metà da celle solari e per metà da elementi elettroluminescenti. L’energia solare catturata dalle celle solari durante il giorno, viene accumulata in una batteria posta nella parte più alta di Blight, e rilasciata dagli elementi elettroluminescenti negli ambienti da illuminare, semplicemente ruotando le aste.

Il risparmio energetico è anche nelle piccole cose, e Blight ne è la prova.

Approfondimenti 

Blight ha partecipato alla Greener Gadget Competition ed è stato il progetto che ha ottenuto il maggior numero di voti pur non essendo quello decretato come vincitore dalla giuria.  

Altre illustrazioni le trovi qui 

giovedì 9 aprile 2009

Fotovoltaico: consigli per un rendimento ottimale

Ecco i parametri da valutare per ottenere la massima resa del sistema fotovoltaico:

-          Località. L’intensità dell’irraggiamento solare (numero di ore intercorrenti tra l’alba ed il tramonto) varia da zona a zona del globo in funzione della vicinanza all’equatore. Più ci si avvicina all’equatore, maggiore è l’irraggiamento e maggiore è la resa del sistema.

-          Condizioni atmosferiche. La presenza di nubi o nebbia riduce il rendimento dei pannelli che tuttavia anche in tali condizioni sono capaci di produrre energia, seppure in quantità minori, grazie alla radiazione solare diffusa.

-          Temperatura. E’ stato verificato un calo del rendimento all’aumentare della temperatura. I pannelli lavorano a regime con temperature comprese tra i 20 ed i 50 gradi centigradi.

-          Ombreggiamento. E’ opportuno installare i pannelli in zone il meno ombreggiate possibile (lontano da edifici o canne fumarie) ed in modo tale da evitare l’ombreggiamento reciproco dei pannelli.

-         Orientazione. L’ideale è che i pannelli siano orientati a Sud.

-         Inclinazione. Il rendimento massimo dei pannelli si ottiene quando essi formano con l’orizzontale un angolo (angolo di tilt) pari alla latitudine del luogo in cui sono installati. Infatti l’irraggiamento varia al variare del tilt.

-         Usura. In condizioni di utilizzo ordinarie, i pannelli fotovoltaici hanno una durata media di 20 anni perché in seguito all’esposizione prolungata ai raggi UV, la patina protettiva del pannello, perde in parte la propria trasparenza con un conseguente calo del rendimento.

-         Pulizia. Un’abituale operazione di pulizia dei moduli può limitare la riduzione di rendimento che il sistema subisce col tempo.

L'energia solare: sfruttare l’energia che il sole generosamente ci fornisce

L’utilizzo di fonti di energia non rinnovabili, ha causato negli anni l’innalzamento dei livelli di inquinamento e l’alterazione di delicati equilibri ecologici. Perché quindi non sostituire questo tipo di produzione di energia con una che sfrutti fonti energetiche rinnovabili?

Sfruttiamo il sole per esempio: sorgente primaria di energia pulita per il nostro pianeta. Con un diametro di 1,39x106 km, è in grado di garantire sulla superficie terrestre 1000 W/mq.

L’energia che il sole ci fornisce sotto forma di luce e di calore può essere utilizzata sia per la produzione di corrente elettrica (solare fotovoltaico) che per la produzione di calore (solare termico).

Dato il diverso irraggiamento delle diverse zone della terra, la possibilità di sfruttare l’energia solare, non è uguale in ogni luogo. Per conoscere i valori della radiazione solare nelle diverse località, alle diverse date ed ore, si può usufruire di alcuni servizi meteorologici che forniscono le cosiddette mappe solari.

Mappa solare italiana 

martedì 31 marzo 2009

Anidride carbonica

Il biossido di carbonio (CO2), meglio conosciuto come anidride carbonica, è il principale gas serra, principale responsabile quindi dell’inquinamento atmosferico e del surriscaldamento globale.

La produzione di energia che sfrutta fonti energetiche non rinnovabili, (petrolio, carbone e gas naturale), è causa di notevoli emissioni di anidride carbonica.

Produrre energia sfruttando fonti energetiche rinnovabili, invece, limita le emissioni di gas serra e consente di non intaccare il patrimonio globale delle fonti non rinnovabili che, una volta consumate, non sono più in grado di rigenerarsi.


Modificando il modo di produrre l’energia, sostituendo quindi le fonti energetiche rinnovabili a quelle non rinnovabili, è possibile ridurre le emissioni di gas nocivi per l’uomo e l’ambiente. Attualmente però, solo il 14% dell’energia consumata nel mondo è prodotta da fonti rinnovabili.


Se ingegneri ed architetti progettassero edifici in grado di sfruttare fonti rinnovabili, questo cambiamento potrebbe iniziare anche nel settore dell’architettura. Le case, lo si voglia o meno, sono sotto gli occhi di tutti! E’ per questo che soluzioni tecnologiche come pannelli fotovoltaici in facciata (che generano energia non producendo anidride carbonica), potrebbero, quanto meno, suscitare dapprima curiosità dei passanti, poi il loro interesse ed infine, perché no, qualcuno potrà informarsi sui reali benefici di questo strano sistema che ha reso blu la facciata di un certo edificio.